Como, 9 dicembre

Ci sono tutti, proprio tutti. Allineati, stretti,fieri. Le bandiere rosse al vento, canzoni del secolo scorso. Ritornelli esasperanti, sempre gli stessi, recitati a mo’ di rosario.

Il nemico a cui si riferiscono, non c’è.

Per la verità, non c’è da più di 70 anni.

E’ il corteo antifascista promosso dal PD; dopo la questione Skinhead (ricordate? I colpevoli di aver letto un volantino?) e i fatti relativi alla bandiera della Marina Militare Tedesca del II Reich (scambiata per nazista) , il partito dell’ex presidente Matteo Renzi ha voluto assolutamente mettere in chiaro le cose: basta parlare di immigrazione e disoccupazione, qua urge puntare il dito verso il nemico comune, e gridare a gran voce di essere contrari ed odiare solo una cosa.

Il Fascismo.

Ebbene sì. Perché, che pensavate? E’ vivo ed è pronto a tornare per distruggere la nostra tanto amata democrazia!

Corteo Antifascista di Como del 9 dicembre 2017. Proprio così, nel 2017.

C’erano, dicevo, davvero tutti; Anpi, Arci, Liberi e Progressisti, Nuova Sinistra Italiana, sindacati (Susanna Camusso in testa), associazioni. Le grandi personalità politiche poi, manco a dirlo. La già citata Camusso, Renzi, Boldrini, Bonino, Fassino, i ministri Fedeli e Pinotti.

E oltre ai loro tanto amati coretti stile Bella Ciao, urlavano “Zombie”

Zombie, riferito ai cattivissimi fascisti e nazisti che infestano (??) lo Stivale.

Il loro nemico però, quello che doveva sentire e subire le loro offese, non era lì.

Forse sarebbe stato corretto informare i manifestanti che il Fascismo contro cui loro urlano, è morto con la Seconda Guerra Mondiale. Ma chissà, forse fa sempre comodo credere che sia vivo. Pensateci, di cosa si occuperebbe L’Anpi altrimenti? E di cosa potrebbero parlare i partigiani del 2000? Di crisi, disoccupazione ed elezioni alle porte?

No, dai, non sarebbe da loro.

Loro devono urlare “Bella ciao” e “Zombie”, prendendosela con un regime del primo 900.

Avranno mai il sospetto, tra un coretto e l’altro, che forse i veri zombie sono proprio loro?

Giacomo Novelli