Stalin: “É incapace perfino a sparare dritto”.

Tra i 310.000 sovietici catturati a Smolensk, c’è anche il tenente Yakov Dzhugashvili, figlio primogenito di Stalin. Venuto a conoscenza della cattura del figlio, Stalin, conformemente alle leggi marziali da lui stesso emanate sulla resa dei soldati sovietici al nemico, fa deportare la moglie di Yakov: Yulia. Un anno e mezzo dopo, i tedeschi offrono Yakov a suo padre, in cambio del Feldmareschiallo Von Paulus, preso prigioniero dai russi a Stalingrado. La risposta di Stalin sarà: “Non scambio un tenente con un generale”. Yakov, che aveva già tentato tempo prima il suicidio, sparandosi alla testa dopo l’ennesima lite col padre, ma che in quell’occasione era rimasto ferito solo di striscio (Stalin aveva commentato: “è incapace perfino di sparare dritto”); morirà nel campo di concentramento di Sachsenhausen poco tempo dopo, quando si suiciderà gettandosi addosso alla recinzione elettrica del campo.

Ken