Rommel durante la prima grande guerra

Nel giugno 1914, in Europa, si vivevano momenti di grande tensione, che giunsero al culmine dopo l’assassinio dell’arciduca Ferdinando.
Un giovane sottotenente, all’epoca sconosciuto a tutti, venne subito richiamato al suo reggimento, che venne poi mobilitato il primo agosto.
Quest’uomo attirò subito l’attenzione dei suoi superiori, per mezzo un’azione strabiliante:

 

Francia, agosto 1914. Terza settimana di guerra.

Un piccolo plotone di fanteria imperiale tedesca, in pattugliamento nei pressi di un piccolo centro, viene attaccato dalle truppe francesi e decimato.
Quest’uomo decide di avanzare con un pugno di uomini, e, dopo diversi scontri, disperde gli aggressori con un’azione fulminea semplicemente eroica.
La cosa sorprendente, oltre al fatto che erano in 4, è che per lui fu il primo vero combattimento.
Questa azione fu il principio per quel sottotenente, uno dei più grandi guerrieri del secolo scorso: Erwin Rommel.

 

Ardenne, gennaio 1915.

In seguito, dopo altre distinte azioni, Rommel conduce gloriosamente le sue truppe in un assalto sulle Ardenne:
Li fa penetrare in una breccia tra il filo spinato, profonda più di 100 iarde.
Superata questa, passa all’attacco infliggendo perdite stratosferiche al nemico, il tutto con danni minimi alla sua unità.
Venne decorato con la croce di ferro di prima classe.

Dopo breve viene promosso Oberliutenant e inviato sui monti volgi e, nel 1916, trasferito sul fronte austro-rumeno, dove si distinguerà sopra tutti al comando del suo battaglione.
Nonostante Rommel non provenga dalla tradizione militare prussiana, fu molto ammirato per la sua abilità e richiesto molte volte per risolvere problemi tattici.

 

Fronte austro-italiano, 1917.

L’Austria si trova in difficoltà contro l’Italia. L’unità di Rommel viene inviata insieme a molte altre in aiuto di Vienna.
Durante la progettazione dell’offensiva nella vallata dell’Isonzo, Rommel, ottiene il permesso di condurre una propria azione indipendente. Questa fu un successo strabiliante.
La sua unità riesce a catturare un’intera batteria di cannoni italiana con danni limitatissimi.
Penetra in profondità tra le linee nemiche, e, aggirandole, le colpisce in profondità distruggendole.
Alla fine dell’operazione, il suo bottino consiste in tutta la postazione, sul monte Matajur, con 9.000 prigionieri e diversi pezzi di artiglieria. Ciò gli fa guadagnare la decorazione “Pour la mérite”, nonostante fosse, in linea di massima, riservata ai generali.
Ben presto viene promosso capitano.

 

11 novembre 1918

Viene firmato l’armistizio. La prima grande guerra è giunta al termine, ma la Germania è ben lontana dalla pace.
Le pessime condizioni creano ferite dilanianti tra il popolo tedesco.
I disordini non possono essere contenuti poiché l’esercito si limita ora a 100.000 uomini.
Rommel si reca a Danzica, dove prende la moglie, sposata durante una licenza nel ’17, e la porta in Germania. Ciò per il semplice fatto che presto Danzica sarà presto trasferita alla Polonia, come previsto dal trattato di Versailles.

 

Domani la seconda parte

 

Giacomo F. Morini