– Contro il Turkestan europeo – storie di eroismo europeo – Terza parte

3 Novembre 1912 , fronte turco-bulgaro: Inizio dell’assedio di Adrianopoli. Assedio al quale partecipò anche Filippo Tommaso Marinetti, come giornalista, e dal quale trarrà ispirazione per il poema Zang Tumb Tumb.

Quando il 23 ottobre le forze bulgare sfondano da nord è il panico tra quelle ottomane, dopo due giorni le truppe del sultano sono in rotta, devastate sul monte Sakar e, successivamente, Strandza.
I turchi si pongono, così, a difesa della fortezza di Adrianopoli, una delle più “inespugnabili” d’Europa e del mondo. Questo non bastò a impedirne la caduta.

Lo stesso giorno della battaglia di Lule Burgaz, la roccaforte e la città erano state modernizzate da dei genieri tedeschi giunti sul posto per aiutare il sultano. La fortezza è ufficialmente imprendibile, almeno così si pensa.

Le difese sono state organizzate così:

La parte più esterma, 9/11 Chilometri dalla città, composta da trincee e postazioni di tiro per l’artiglieria.

La parte centrale: 0,5/3 Chilometri dalla città, lungo le colline, composta da 24 fortini di pietra e da 2 di calcestruzzo, distanti tra loro 1 chilometro; ogni fortino ospita 300 soldati.

Tra i fortini sono presenti trincee con piattaforme di tiro per mitragliatrici e batterie di grosso calibro, protette da strutture in calcestruzzo.
Ogni fortino è collegato da vie di comunicazione, protette da fossati e filo spinato. Il settore nord-ovest presenta, inoltre, un fossato lungo 800 metri inondato d’acqua.

La parte più interna, invece, si trova all’interno della città.

Tutto ciò difeso da 6 reggimenti di fanteria regolari, 3 divisioni di riserva, 5 reggimenti d’artiglieria, 2 battaglioni del genio, una compagnia di scavatori e telegrafisti e 5 squadroni di cavalleria. Tutto raggruppato in 5 divisioni e 2 reggimenti indipendenti per un totale di più di 70.000 soldati e 524 ufficiali.

Sono, inoltre, presenti riflettori notturni, una mongolfiera e vie radio. Il pallone aerostatico non sarà mai utilizzato a causa delle mancate attrezzature, le radio invece saranno messe nelle prime trincee e catturate dopo il primo assalto.

Le vie di approvviginamento sono interrotte in quanto insaccata la città, ma le provvigioni di acqua, munizioni e cibo saranno inspiegabilmente assicurate per le 170.000 persone non combattenti, tra abitanti e profughi.

Della Lega Balcanica, invece, sono presenti un numero maggiore di truppe, quasi 144.000 tra bulgari e serbi.
Subito all’inizio la Lega schiera 106.425 bulgari tra la 2^ armata e le divisioni 8^ e 9^ a cui si aggiungeranno, il 6 novembre, 47.275 serbi della 2^ armata, senza alcune divisioni, però rimpiazzate.

L’arrivo dei serbi migliora il morale dei bulgari, già motivati di loro ma preoccupati per la forza della roccaforte in questione.
In questa battaglia si sperimenteranno nuove tattiche di combattimento e metodi, è qui infatti che verrà battezzato il bombardamento aereo. I bulgari lanceranno, infatti, delle granate dagli aerei per creare panico trai difensori.

Ha così inizio l’assedio, che si concluderà solo il 26 marzo 1923, dopo due assalti coraggiosissimi da parte delle truppe Serbo-Bulgare.

Giacomo


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