Un Fiume di Spiriti, viaggio attraverso altri mondi.

Prefazione di Gabriele Adinolfi

“Esistono altri mondi però sono in questo”.

È un detto anonimo un po’ sibillino che si perde nella notte dei tempi. Cosa significa? Forse che non è necessario guardare alle stelle per scoprire altre forme di vita. Probabilmente vuol dire che è sufficiente viaggiare, purché non da semplici e frettolosi turisti, per scivolare nei meandri di vite diverse, in dimensioni umane e sociali inimmaginabili in poltrona.  Ma questo sarebbe abbastanza scontato, banale, in un’epoca che ha divorato distanze e spazi e che registra migrazioni in termini di milioni d’individui e incessanti viaggi turistici più o meno alternativi, compresi quelli con rischi definiti estremi, disponibili non solo in ogni agenzia di viaggio, ma ovunque su internet.

Un’epoca, la nostra, contrassegnata fin dai tempi del boom dei figli dei fiori dalla disperata fuga dal quotidiano alla ricerca di se stessi. Il Gange, il Machu Picchu: i santuari dove i borghesi figli del ’68, stanchi degli spinelli, s’illudevano d’incontrare se stessi adorando, beoti, l’umanità che incontravano nel quotidiano della sua miseria. In qualche misura questo è il tema iniziale del viaggio di Giulio, anche se, a differenza dei figli di fiori, egli, da nipote annoiato e angosciato, può far pensare ad un più vecchio, e più nuovo, personaggio esistenzialista di Sartre.

Ma il viaggio non è solo spaziale, è dimensionale e, in quanto tale, è anche interno: è il viaggio dentro di sé.

Nel romanzo di Emanuele Fusi affiora infatti la serie di opposizioni irrisolte: Oriente e Occidente, Arcaicità e Modernità, Karma e Volontarismo.

Il viaggio materiale, esteriore, di Giulio in luoghi esotici che Fusi dimostra di conoscere bene e che sa descrivere perfettamente nella loro fisicità, nella loro psicologia e nella loro antropologia, rappresenta il quadro necessario e imprescindibile per intraprendere quell’altro viaggio alla scoperta di tutto quello che dell’unità si è atrofizzato nel quotidiano. Occidentale, moderno e volontaristia in un’epoca in cui la modernità ha travolto la nostra centralità e il nostro volontarismo impotente rischia di trasformarsi in smarrimento e in angoscia, Giulio fa i conti con l’altra parte dell’emisfero, non solo geografico, ma del suo stesso cervello, con tutto quel che ne consegue, in primis i valori morali.

Riuscirà a cavalcare la tigre? Questo lo scopriremo partendo insieme a lui nel viaggio verso Oriente. Ma la domanda più corretta è: il Giulio di ciascuno di noi potrà mai cavalcarla o ne verrà divorato?

La risposta spetta singolarmente a ognuno di noi e non può essere solo espressa da una convinzione. La domanda la pone imperiosa questo libro di Emanuele Fusi.

Alcune recensioni dei lettori del Libro “Un fiume di spiriti” di Emanuele Fusi.

“L’ora della recensione (nuova rubrica).

Ho appena terminato la lettura de “Il fiume degli spiriti” dell’amico Emanuele Fusi. Una narrazione dalla prosa cruda, veloce, diretta, che dipinge senza accondiscendenza la condizione esistenziale di apatia e crisi valoriale che contraddistingue il protagonista, Giulio, emblema di una generazione – e una nazione – che ha smarrito la sua identità e, nell’istinto inconscio di ritrovarla, decide di partire per un lungo viaggio in Laos, brancolando nel buio di esperienze ctonie e corrosive, intraprese senza una reale consapevolezza né anelito spirituale e che finiranno per trasformare quel viaggio da promessa catartica a sprofondamento in un abisso senza ritorno.

Un libro che non manca di emozionare nella sua durezza né di sconvolgere nella sua semplicità”.

“”Il fiume degli spiriti” è un libro scritto da Emanuele Fusi, della cui amicizia decennale posso farmi onore. Non è però per questo che invito alla lettura di questo libro. Il fiume degli spiriti è un libro terribile, spietato…eppure estremamente reale. Uno di quei libri che scende nel profondo e spazza in un secondo le deboli convinzioni di questo mondo senza capo né coda. Il fiume degli spiriti è la storia di Giulio e dei tanti Giulio presenti in questo paese prigioniero di se stesso. E’ la storia di chi ad un certo punto si rende conto che quello che si trova davanti ogni giorno è una gabbia che sta stretta e allora inizia un viaggio in un luogo sperduto…del mondo e della sua anima. Come tutti i viaggi l’esperienza di Giulio è esteticamente attraente ma al tempo stesso spietata. Più ogni Giulio si avvicina alla linea, a quella sottile linea, più gli equilibri saltano e più saltano gli equilibri più si scende nello spietatamente reale. E’ in quel momento, oltre tutti gli argini, che il fiume è pronto a travolgere. Assolutamente da NON leggere se vi accontentate di quello che ritenete verità e sicurezza”.

“Prima di dire alcunché su questo libro del mio carissimo amico Emanuele Fusi devo premettere che in questo periodo sto leggendo tantissimo, sia per motivi professionali che di “ricerca” personale e che quindi, mai avrei deviato dalle mie letture se non ne avessi percepito un forte sapore esotico sin dai primi paragrafi. Questo libro è un ricamo fatto volutamente con 238 filamenti molto ruvidi, 238 pagine che disegnano una luce che si fa strada a forza tra polvere, fango e sudore: la luce di un diamante appena estratto da una miniera molto profonda del Laos. Bravo Emanuele, bravo davvero”.

“La vita sulla Terra è un viaggio nelle ore della notte…

Scappare dal nulla per cercare qualcosa. Non sai cosa ma sai che devi andartene, lasciarti alle spalle l’asfissiante niente che ti circonda, rischiare di essere risucchiato in vortici senza fine e travolto da forze che non avresti mai pensato potessero esistere. Giulio, il protagonista di questo romanzo, è il perfetto esempio dell’occidentale medio: disilluso, senza legami, lavoro instabile, senza prospettive, inquieto e alla ricerca di una via di fuga verso qualcosa che abbia consistenza. Il Laos diventa la grande occasione e il grande rischio, un salto nel buio di un’umanità nuova ma arcaica, completamente sconosciuta. Nell’universo laotiano abitato da una pluralità di strani individui Giulio assaporerà il superamento del bene e del male e compirà il suo destino.

Lettura terribilmente profonda”.