VLASOV, IL PEGGIOR NEMICO DI STALIN

Alla fine di maggio 1942, per la 2° Armata d’assalto sovietica del generale Andrej Andreevič Vlasov, a cui Stalin aveva affidato il salvataggio di Leningrado, era arrivata la fine. E fu una fine orrenda: soltanto 32.000 uomini sopravvissero alla battaglia e vennero catturati dai tedeschi. Altri 10.000 giacevano nelle foreste e nelle paludi: annegati, morti d’inedia, dissanguati. Fu uno spaventoso carnaio. Enormi sciami di mosche si libravano sulle paludi, sui cadaveri che affioravano sugli acquitrini del Volkhov. Un insopportabile tanfo pervadeva l’atmosfera. In un villaggio, il sindaco russo fermò il capitano tedesco Von Schwerdtner e gli disse: “Ho chiuso nella legnaia un tizio che ha tutta l’aria di essere un partigiano. C’è con lui una donna, che potrebbe essere un agente segreto. Vuole vederli?” Schwerdtner si fece condurre alla legnaia. Il sindaco fece scattare il lucchetto. L’interprete e i militari di scorta imbracciarono i mitra. “Vihodi” disse il sindaco. “Vieni fuori”. Dal buio emerse un uomo gigantesco, sporco, con la barba lunga, che indossava una giubba da ufficiale con il cinturone e calzava stivaloni di cuoio infangati. Portava spessi occhiali affumicati. Quando vide le armi automatiche puntate, alzò le mani e disse in un tedesco molto stentato: “Non sparate. Sono il generale Vlassov!”.

Il sole era alto nel cielo. Le mosche ronzavano, unica voce nel grande silenzio. Dalla legnaia di un paesino sul Volkhov emerse il destino che sospingeva un uomo: Ecco, prendetelo, è uno dei migliori uomini che la Russia bolscevica possieda. Accoglietelo, il carnaio del Volkhov lo ha trasformato in nemico mortale di Stalin. Quest’uomo è la Russia. Se c’è qualcuno che può battere Stalin, quel qualcuno è lui.
Il generale Andrej Andreevič Vlasov guiderà per il resto della guerra l’Esercito Russo di Liberazione a fianco della Germania.
Sarà condannato a morte per impiccagione a Mosca, da Stalin, insieme ad 11 alti ufficiali del RONA (Esercito di liberazione russo), il 2 agosto 1946 con l’accusa di alto tradimento. 800.000 russi combatterono a fianco dei tedeschi contro i bolscevichi nella Seconda guerra mondiale.